IL BAMBINO E GLI SHOCK EMOTIVI

IL BAMBINO E GLI SHOCK EMOTIVI

Durante la crTRISTEZZAescita il bambino subisce un passaggio dalla dipendenza biologica a quella affettiva, infatti il bambino assume la totale dipendenza dal genitore, in particolare la madre, da cui dipende la sua sopravvivenza fisica, emotiva, quindi vitale.
In questo periodo, chiamato “simbiotico”, si innesca dunque un meccanismo emotivo che se non superato o canalizzato nel modo corretto, in età più adulta risulterà invalidante per la crescita dell’autostima o della personalità e nelle relazioni sociali.
Il bambino quindi, in modo graduale, sarà accompagnato e sostenuto dai genitori a compiere il passaggio dalla dipendenza affettiva all’indipendenza e fondamentale è qui il ruolo del papà, come terzo che separa dalla relazione simbiotica dalla mamma.
Spesso succede che si sviluppa, nel secondo semestre di vita, la paura della separazione che si simbolizza ad esempio nella paura della morte, di essere rapito o di cadere. Inoltre, ciò dà luogo ad ansie abbandoniche rendendo difficoltoso per il bambino qualsiasi allontanamento dalla persona o dai luoghi conosciuti.
Non temete, papà e mamme!!! E’ una fase del tutto tipica!!! Avete mai sentito parlare dell’angoscia dell’estraneo o dell’ottavo mese? Avete mai visto i vostri bambini faticare nell’andare in braccio ad altri, esterni, poco conosciuti? Ecco, è giusto così!
Il bambino impara gradualmente a separarsi da voi e , altrettanto gradualmente, è importante che voi genitori rispettiate questi bisogni e questi segnali che il bambino manda….sono messaggi che dicono che non è ancora pronto a separarsi e che lo proteggono dalle angosce abbandoniche.
Attenzione però!!!
Perchè il bambino deve fare questo passaggio di cui parlo. A volte capita che non suceda. E allora abbiamo di fronte dei bambini che fanno fatica al momento dell’inserimento al nido o alla scuola materna, fino a configurare, ad esempio, una vera fobia della scuola alla scuola primaria.
Grazie agli studi di Frechet, e ai molteplici studi sulla memoria, sappiamo che il cervello memorizza le sue emozioni ma soprattutto gli shock emozionali. Li memorizza come piccoli traumi e spesso il ricordo oggettivo dell’evento sfuma, viene modificato, non è coerente con l’originario, ma quella che viene memorizzata, come se fosse una fotografia senza ritocchi, è l’emozione legata all’evento.
Per farvi un piccolo esempio: immaginate il vostro bambino che, come descritto prima, fa molta fatica a separarsi dalla mamma nel corso del primo anno di vita e immaginate che questa mamma, per necessità lavorative, debba lasciare il suo bimbo all’asilo nido; il bambino forse piangerà, o farà fatica nell’addormentamento, ma alla fine si adatterà alla nuova situazione…e cosa potrà succedere, per esempio, al primo ingresso alla scuola primaria? Questo bambino sicuramente non potrà ricordare che al nido faceva molta fatica a separarsi dalla sua mamma, ma ciò che ricorderà sarà la fatica della separazione, la paura del distacco e di rimanere emotivamente solo.
Non spavantatevi mamme e papà!!!! Questo bambino ricorderà anche che la mamma o il papà torneranno a fine giornata e imparerà a gestire ed affrontare i ritmi della quotidianità, con le cose belle e piacevoli ma anche con le cose brutte e spiacevoli.
Quando ciò però non avviene, ed il vostro bambino lo manifesta con un disagio forte che difficilmente passa, chiedete un aiuto, un piccolo consiglio: affrontare le separazioni non è facile nemmeno per i grandi, per gli adulti, e nemmeno per i professionisti!!! …ed essere sostenuti in questo, magari con il confronto con altre mamme o papà, credo sia proprio importante.

Qualche esempio che può causare lo shock emozionale:

– per la separazione dei genitori
– per la morte improvvisa del genitore o di un parente
– per improvviso trasferimento d’abitazione
– per improvviso distacco della suzione del ciuccio
– per malattia improvvisa
– per la scomparsa improvvisa del giocattolo preferito

Come potrebbe manifestarsi:
-paure differenti
-disturbi del sonno
-disturbi della sfera alimentare
-aggressività
-sbalzi di umore
-disagi scolastici
Cosa si può fare?
-accogliere il disagio del bambino facendogli vedere che è permesso esprimerlo
-trovare insieme dei modi per alleviare il disagio legato all’abbandono, ad esempio spesso portare con sé un oggetto consolatore facilita il passaggio alla indipendenza
-adeguare i ritmi personali con quelli richiesti dai bisogni dei vostri bambini: hanno la precedenza, fino a quando il disagio non viene superato.

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