LA MAGIA DELL’ADOZIONE

LA MAGIA DELL’ADOZIONE

ADOPenso che dare ad un bambino una mamma ed un papà che non ha potuto avere sia una cosa quasi magica..
Winnicott dice che basta essere dei genitori “sufficientemente buoni” e credo che anche un’adozione lo possa essere. Ma come?
Un bambino ha bisogno di riuscire ad avere un attaccamento sicuro alla mamma e al suo nucleo familiare e quelli che hanno scelto di essere i suoi genitori, di aver cura di lui giorno dopo giorno nella quotidianità della vita non possono che essere la sua mamma ed il suo papà. Solo loro i genitori di quel bambino, ovvero coloro che hanno scelto di esercitarne il ruolo. Per non creare confusione al piccolo, penso che il termine di “mamma” e “papà” sia importante utilizzarlo per identificare i genitori adottivi.
Ciò non implica l’esclusione dei genitori biologici!!! Credo che sia altrettanto importante mettere al corrente il bambino della loro esistenza…ovviamente al momento più opportuno, che sarà unico per ogni piccolo.
Per avere un attaccamento sicuro all’ambiente è necessario sentire il senso di appartenenza ad esso. Spesso capita invece che si senta un senso di estraneità, soprattutto se pensiamo agli adolescenti, il cui compito evolutivo è proprio quello di rimettere in discussione la loro storia ed i loro legami. E allora la ferità del sentirsi estraneo, che può rischiare di trasformarsi anche in angosce più profonde, può essere curata attraverso una comunicazione che restituisca un senso ed una storia. Posso proporvi un piccolo esempio per il vostro bambino: “tu sei nato dalla pancia della signora X, perché la mia pancia non funzionava bene, ma hai poi trovato il nostro nido, la tua culla, la tua casetta, e la tua mamma ed il tuo papà, che siamo noi poichè sei cresciuto con il nostro amore, con le nostre coccole, con le nostre cure…”.
Pensate ad un bambino, a quello che può pensare e provare sapendo della sua storia… Ovvio che l’emozione che più facilmente può provare è quella della confusione…ed è del tutto tipica!!! Il compito dei genitori adottivi credo che sia proprio quello di accompagnare il proprio bambino nella ricostruzione della sua storia, mettendo chiarezza e, soprattutto, accogliendo le domande, i dubbi, le perplessità, a volte anche le rabbie, che ciò inevitabilmente suscita.
Un altro aspetto utile è quello di non creare scissioni e di non prendere una posizione di giudizio rispetto alla scelta che hanno fatto i genitori naturali: hanno dato vita al vostro bambino e fanno parte del suo passato e anche del vostro presente, per cui penso sia importante parlare di loro in modo positivo, per esempio, raccontando della loro scelta non in termini di abbandono, ma in termini di impossibilità o incapacità. Il senso di abbandono da parte dei genitori è difficilmente tollerabile da un bambino, mentre l’idea della rinuncia e la consapevolezza di non potersi occupare di lui sono dolorose ma emotivamente tollerabili e gli renderanno più accettabile il riappropriarsi della sua storia.
La narrazione di questa storia penso sia un momento speciale, a volte difficile, che lega i genitori adottivi ai proprio bambini. L’appartenenza, di cui parlavo prima, penso possa essere costruita attraverso la condivisione del significato dell’intera storia, narrata al bambino sottoforma di un racconto che tenga conto dell’uso di parole, che curano e non feriscono, dell’età e delle capacità di comprensione emotiva del piccolo e, sempre, raccontando la storia vera.
Alcuni genitori mi raccontano delle loro paure e del loro bisogno di proteggere il bambino dalla vera storia della sua vita. È vero, credo che sia facilmente possibile pensare di poter perdere il proprio bambino raccontando la verità. Posso darvi un piccolo consiglio su cui riflettere: perché non condividere con il vostro bambino anche queste paure che vi affliggono? Siamo e siete umani, è del tutto normale provare emozioni così forti e spaventanti e non è possibile, ma sarebbe bellissimo il contrario, tutelare e proteggere il bambino da queste emozioni, perché le proverà anche lui durante la crescita. Allora, parlate di queste emozioni , onde evitare che si trasformino in fantasmi persecutori.

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